Living Abroad blog del mese su Expat.com

EPSON DSC picture
A spasso per Hurghada

Con enorme ritardo, scrivo questo post per ringraziare il sito Expat.com per la nomina di Living Abroad a blog del mese di giugno.

Expat.com è un sito dedicato a chi già vive all’estero o prevede di trasferirvisi, ricco di spunti e risorse. Ospita anche un forum e varie sezioni utili per acquisire informazioni sul Paese di interesse.

La mia intervista e alcune foto scattate nel corso dei miei dieci anni di vita in Egitto sono disponibili a questo link.

Grazie ancora a Expat.com per l’interesse dimostrato nella mia esperienza di vita all’estero e a tutti voi che trovate il tempo di leggermi.

Annunci

Hurghada fai da te

Alcune persone mi hanno contattato tramite Facebook e il mio profilo di TripAdvisor per chiedermi informazioni sulla fattibilità di una vacanza a Hurghada senza passare per i tour operator. Ho pensato quindi di scrivere un articolo con alcuni suggerimenti per chi sta valutando un viaggio fai da te.

Hurghada città
Vista della moschea nuova di Hurghada

I voli
Attualmente Hurghada è raggiungibile con voli di linea che fanno almeno uno scalo. Per chi parte da Milano, le compagnie più comode e convenienti sono EgyptAir (scalo al Cairo) e Turkish Airlines (scalo a Istanbul). Se viaggiate con bambini, consiglio quest’ultima, molto più attenta alle esigenze dei piccoli rispetto alla compagnia di bandiera egiziana.
Se volete evitare gli scali, l’alternativa è acquistare un volo charter da un tour operator e atterrare a Marsa Alam. A quel punto però dovrete raggiungere Hurghada in auto, mettendo in conto un viaggio di circa tre ore.

Hotel o appartamento
La scelta è vostra. In tutta la zona di Hurghada, da El Gouna fino a Soma Bay, sono disponibili sia alberghi di varie categorie sia appartamenti e ville per tutte le tasche. Se il vostro budget non è proprio ristrettissimo, vi consiglio di scegliere un albergo almeno a quattro stelle, che corrisponde più o meno a un tre stelle italiano.
Per gli appartamenti, vi suggerisco di leggere bene le recensioni, soprattutto per quanto riguarda la pulizia: potete trovare soluzioni a prezzi molto contenuti ma non sempre di buona qualità.

Hotel Kempinski Soma Bay
Hall dell’hotel Kempinski a Soma Bay

I trasporti
A Hurghada ci si muove in taxi o con i pullmini pubblici. I secondi sono di gran lunga più economici dei primi ma ovviamente meno comodi.
Un consiglio pratico: concordate il prezzo della corsa con i tassisti prima di salire a bordo o insistete affinché accendano il tassametro, perché molti lo lasciano spento e una volta a destinazione chiedono cifre superiori a quelle dovute. Negli ultimi anni sono nate anche agenzie di taxi, con tariffe fisse e personale controllato. Ne è un esempio ABC taxi; non l’ho provata di persona ma ho sentito pareri positivi.

Le escursioni
Per le escursioni potete affidarvi ai tour operator locali, che organizzano giornate in barca, safari nel deserto, visite culturali a Luxor (3-4 ore da Hurghada) o al Cairo (ca. 6 ore da Hurghada). Sono molti anche gli egittologi freelance disponibili a elaborare itinerari personalizzati di uno o più giorni e a dare una mano con l’organizzazione dei trasferimenti.

Hurghada jeep safar
Se venite a Hurghada, non potete non trascorrere una giornata nel deserto

Immersioni e kite surf
Agli amanti di questi sport consiglio di mettersi in contatto con i centri specializzati già dall’Italia per definire in anticipo tutti i dettagli.

Pesci e fondali Mar Rosso
Gli splendidi fondali del Mar Rosso

Insomma, una vacanza in autonomia a Hurghada è assolutamente fattibile, basta organizzarsi per tempo.

Come sempre sono a disposizione per rispondere a domande specifiche che potete rivolgermi commentando l’articolo qui sotto o contattandomi tramite la pagina Facebook.

Lavorare da remoto: serve un ufficio?

space-camera-desk-laptop.jpg

Se bazzicate su Instagram e sugli altri social, è quasi inevitabile che siate entrati in contatto con fotografie che ritraggono persone, di solito abbronzatissime, che lavorano in spiaggia, per strada, in bar e in ristoranti.

La realtà del lavoro da remoto (abbronzatura a parte) è proprio questa: bastano un PC, una connessione a Internet e, per alcune professioni, un telefono e il gioco è fatto. L’ufficio fisico viene dopo. Ecco così che si configura l’universo dei nomadi digitali, persone che grazie alle nuove tecnologie possono lavorare da qualsiasi angolo del mondo e in qualsiasi momento, spesso negli orari e nei giorni che preferiscono.

Naturalmente non tutte le persone che lavorano da remoto se ne vanno allegramente in giro per il globo: io, per esempio, lavoro prevalentemente da casa ma mi è capitato anche di farlo da amici o parenti, nella sala d’attesa del medico, in aereo, in treno e in altre situazioni non tradizionali. Ho una postazione di lavoro nella mia abitazione, con la classica scrivania, ma non è raro che mi vediate seduta al tavolo della cucina, accoccolata su una poltrona in terrazza o mezza distesa sul divano vicino a mia figlia che gioca.

La decisione di lavorare in casa da postazioni improvvisate, in luoghi pubblici, nei moderni spazi di coworking, completamente in mobilità o alla classica scrivania è una scelta assolutamente personale, che dipende dalle esigenze e dalle abitudini di ciascun lavoratore.

Se rientrate nell’ultima categoria, cioè quella dei lavoratori da remoto che non rinunciano a un tavolo e a una sedia comodi, e volete alcuni suggerimenti per creare il vostro “home office”, potete leggere un mio vecchio articolo pubblicato su LinkedIn: L’uffico per chi lavora da casa.

 

Lavoro da casa e forma fisica

 

active-athletic-exercise-female-40974.jpeg

Una delle difficoltà principali che ho riscontrato lavorando da casa è quella di riuscire a scindere la vita professionale da quella personale e familiare.

Al contrario di quanto molti pensino, un’attività svolta da casa non è cosa da poco e richiede tempo e impegno per avere successo. Per questo motivo, se non si vuole rischiare di trascurare se stessi o la famiglia, servono autodisciplina, equilibrio e capacità di organizzazione.

Nei primi tempi in cui lavoravo come freelance, l’attività che il più delle volte facevo passare in secondo piano era quella fisica: avrei voluto fare movimento per almeno mezz’ora al giorno ma, per quanto consapevole che 30 minuti non fossero un tempo infinito, in molti casi non riuscivo davvero a trovarli. Così mi sono detta: perché non fare, invece di un’unica sessione di mezz’ora, piccoli allenamenti di circa 10 minuti ciascuno? Ebbene, è stata una svolta ed è per questo che sono qui a consigliarvi di fare lo stesso se non avete ancora trovato la strada giusta per voi.

Chi, come me, lavora per tutto il giorno al computer rischia di avere uno stile di vita troppo sedentario, con effetti negativi sull’aspetto, sulla salute e persino sull’umore. Quindi basta rimandare, il momento giusto per cominciare è ora!

Come organizzo i miei allenamenti

Per il momento ho previsto tre o quattro sessioni al giorno di circa dieci minuti ciascuna:

  1. La mattina appena sveglia svolgo degli esercizi a corpo libero, in particolare squat, crunch, flessioni, affondi, ticep dip, jumping jack.
  2. Dopo pranzo, mi armo di MP3 e mi faccio 10 minuti su e giù dalle scale.
  3. Il pomeriggio, altri dieci minuti di esercizi a corpo libero, ripetendo quelli della mattina o variando.
  4. La sera prima di dormire, se ne ho le forze, eseguo ancora qualche esercizio a corpo libero oppure, se sono troppo stanca, mi limito a un minuto di plank.
  5. In vari momenti della giornata, ad esempio nelle pause che sarebbe opportuno fare almeno per ogni ora di lavoro, faccio un po’ di stretching.

Allenamenti brevi distribuiti in più momenti della giornata sono più gestibili anche se si hanno bambini, che possono essere coinvolti e abituati sin da piccoli a fare esercizio.

In conclusione…

Un allenamento di questo tipo è una buona soluzione per evitare di essere troppo sedentari; in più, accanto all’uso di una sedia adeguata, la giusta attività fisica aiuta noi lavoratori da casa a evitare brutti mal di schiena.

Se vi serve l’ispirazione o una guida per i vostri esercizi, potete scaricare delle app specifiche o leggere alcuni utili post che ho salvato nella mia bacheca Lifestyle – Fitness su Pinterest.

 

 

 

Soggiorno relax al Sol Y Mar Paradise Beach di Safaga

6ad37a15_z

Dopo aver diligentemente recensito l’hotel Sol Y Mar Paradise Beach su Booking, eccomi qui a raccontare in modo più dettagliato la mia esperienza.

Pur conoscendo questa struttura già dai tempi in cui lavoravo come assistente turistica, non mi era mai capitato di viverla come ospite e questa esperienza mi ha lasciata completamente soddisfatta, superando addirittura le mie aspettative.

La scelta della struttura

Ho prenotato il soggiorno online, con poco anticipo, per concedermi una pausa rilassante dopo aver concluso un grosso lavoro di traduzione. Avevo deciso di trascorrere questa breve vacanza con mia madre e mia figlia di due anni, quindi mi serviva una struttura adatta ai bambini, con un facile accesso al mare e spiaggia sabbiosa. Altri requisiti importanti: la pulizia, per me irrinunciabile a prescindere dalla destinazione, e il prezzo contenuto.

Vivendo a Hurghada, non volevo avere la sensazione di essere in spiaggia “sotto casa”, pertanto ho concentrato le mie ricerche nella zona a Sud della città, tra Makadi Bay e Safaga. Le valutazioni e le recensioni degli utenti hanno fatto il resto e in men che non si dica ho prenotato al Sol Y Mar Paradise Beach.

1404194_47_z

Arrivo e check-in

Al nostro arrivo in auto, un addetto ci ha aiutato a scaricare i pochi bagagli che avevamo con noi e ci ha accompagnato alla reception per il check-in.

Nonostante fossimo in anticipo, non abbiamo dovuto attendere le 13.00 per avere la camera e il personale è stato talmente gentile da assegnarci senza sovrapprezzi un grazioso bungalow in posizione comodissima, a due passi dal ristorante e dalla reception e praticamente sulla spiaggia.

La camera

La camera era piccola ma perfetta per le nostre esigenze. Gli addetti alle pulizie si sono dimostrati molto efficienti, non mancando di regalarci simpatiche composizioni fatte con gli asciugamani. Ne vedete un esempio qui sotto, sicuramente dedicato alla piccola di casa.

IMG_20180318_135854
Un pensiero carino per la mia bimba.

La spiaggia e gli spazi esterni

1404194_27_z

La spiaggia del Sol Y Mar Paradise Beach di Safaga non è grandissima ma è abbastanza ampia da consentire una disposizione degli ombrelloni non troppo vicini tra loro.
L’accesso al mare è sabbioso e il fondale è regolare, quindi non servono scarpette per fare il bagno a breve distanza dalla riva. Subito dopo le boe di delimitazione, ci sono formazioni di corallo, un piccolo assaggio di ciò che il Mar Rosso ha da offrire.

L’hotel ha anche una piscina (che non abbiamo mai usato) e una piccola area adiacente adibita a parco giochi per i bimbi.

Attorno al ristorante principale e al vicino beach bar si sviluppa tutta la zona esterna con i tavolini, dalla quale si accede al piccolo anfiteatro e al ristorante à la carte.

L’hotel ha anche un centro benessere, un Aqua Center e uno spazio con cavalli e dromedari, ma non ve ne parlerò perché non li abbiamo utilizzati.

Cibo e bevande

Tutti gli ospiti dell’hotel usufruiscono della formula all inclusive, classica o soft (con o senza alcolici). I pasti vengono serviti presso il ristorante principale e le bevande nei vari bar della struttura. Va detto che, forse perché in bassa stagione, era in funzione solo il bar adiacente al ristorante e la zona discoteca era chiusa, ma anche in questo caso non è stato un problema per noi.

La cucina del Sol Y Mar Paradise Beach è internazionale e, a mio parere, all’altezza di quella provata in strutture egiziane di categoria superiore.
A colazione si trovavano alternative sia dolci sia salate, compresi frutta e yogurt per i salutisti. Sia a pranzo sia a cena il buffet proponeva sempre piatti a base di carne e di pesce, verdure cotte e crude, pasta cucinata al momento, frutta e una vasta scelta di dolci. La cena, almeno nei tre giorni del mio soggiorno, era a tema: il venerdì cinese, il sabato egiziana e la domenica italiana.

Animazione e svago

Ho particolarmente apprezzato il fatto che lo staff di animazione fosse presente ma non invadente. Venivano organizzate diverse attività durante il giorno, come lo stretching, i tornei di bocce e le freccette, mentre le serate partivano con la baby disco e proseguivano con musica o bingo.
Immagino che il programma delle attività fosse adattato al periodo e alla tipologia di clientela, prevalentemente adulta, ma sono stata molto contenta delle attenzioni che i ragazzi dell’animazione e, in generale, tutto il personale dell’hotel, hanno dedicato a mia figlia: non sono mai mancati sorrisi, complimenti e piccole gentilezze.

Check-out e partenza

Il check-out era previsto per le 12.00. Entro quell’ora abbiamo riconsegnato le chiavi della camera e la tessera dei teli mare a abbiamo saldato il conto. Anche in questa occasione, abbiamo avuto la riconferma della cortesia e dell’attenzione del personale, che ci ha concesso di continuare a usufruire dei servizi dell’hotel fino alle 14.00, orario in cui la nostra auto è venuta a riprenderci per riportarci a casa.

IMG_20180317_084647
Io e la mia bimba in un momento di relax

Anche se breve, questo soggiorno mi ha rigenerato dopo un periodo di lavoro intenso e non vedo l’ora di ripetere l’esperienza.

Mi sento di consigliare il Sol Y Mar Paradise Beach di Safaga come hotel dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, ideale sia per una vacanza all’insegna del relax sia come base di partenza per esplorare le bellezze del Mar Rosso o le ricchezze culturali del Sud dell’Egitto.

 

 

 

 

 

Prepararsi a vivere all’estero facendo gli assistenti turistici

8603567984_18c2029019_b

La prima volta che sono arrivata in Egitto non per vacanza, l’ho fatto da assistente turistica.

Lavorare per un tour operator italiano è un ottimo punto di partenza se si vuole provare a vivere all’estero senza staccarsi completamente dalla madrepatria: si è tutelati da un contratto regolare, con tutte le coperture assicurative e i permessi che servono, si hanno dei referenti ai quali appoggiarsi per qualsiasi dubbio o problema, si ha alle spalle un’organizzazione che dà quella serenità che magari non si avrebbe partendo “allo sbaraglio”.

Ma che cosa fa un assistente turistico? Cerco di spiegarvelo in poche parole.

Le mansioni dell’assistente turistico

Quanto vi dirò ora si basa sulla mia esperienza, ma potrebbe non valere per coloro che lavorano o hanno lavorato per altri tour operator, ognuno dei quali ha figure specifiche con compiti ben definiti.

L’assistente turistico è la figura responsabile di assicurare che gli ospiti abbiano un soggiorno sereno, dall’arrivo alla partenza, verificando che tutto vada come dovrebbe e intervenendo in caso di problemi. Accoglie i turisti in aeroporto, li accompagna in hotel, è sempre a disposizione per qualsiasi domanda o esigenza, si occupa delle riunioni informative di inizio soggiorno, propone le escursioni facoltative, conferma i voli di rientro, ecc.

Gli orari di lavoro di un assistente turistico sono molto flessibili e vengono stabiliti settimanalmente in base al numero di ospiti da gestire, all’operativo dei voli e così via. Oltre a essere presente in uno o più hotel in determinate fasce orarie, l’assistente in loco dovrà essere sempre reperibile, di giorno e di notte, per emergenze o necessità particolari dei suoi ospiti. Anche il giorno di riposo, di conseguenza, non sempre è garantito.

Inutile dire, quindi, che chi parte come assistente turistico deve essere ben consapevole di ciò che andrà a fare: non sarà “sempre in vacanza” come molti pensano; se fatto bene, questo è un lavoro impegnativo, che richiede passione e tanta tanta pazienza.

Fare l’assistente turistico e lavorare viaggiando

Gli assistenti turistici sono in genere lavoratori stagionali e, con qualche eccezione, vengono spostati in nuove destinazioni mediamente ogni sei mesi. Questa professione dà pertanto la possibilità di lavorare e contemporaneamente conoscere culture e luoghi diversi.

A questo punto, però, va fatta una distinzione tra assistenti residenti e itineranti: i primi sono perlopiù fissi in un villaggio o resort nel quale hanno la loro stanza e in cui trascorrono la maggior parte della giornata; i secondi, invece, seguono gli ospiti di più strutture della zona, si spostano in auto e possono avere una camera in hotel o un alloggio all’esterno. Per gli assistenti itineranti è più facile calarsi nello spirito di un Paese e capire se questo possa essere l’eventuale base in cui mettere radici perché, necessariamente, lo si vive di più.

I lati negativi del lavoro di assistente turistico

Sono stata assistente turistica a tempo pieno per quasi tre anni. Ho svolto questo lavoro con impegno, cercando di farlo al meglio, ma a un certo punto ho detto basta.

Quando si intraprende una professione di questo tipo, bisogna avere ben chiaro che tutti gli aspetti della propria vita saranno condizionati dal lavoro. Essendo responsabili di molte persone, si può essere contattati in ogni momento, anche mentre si sta dormendo o ci si sta godendo un meritato giorno di riposo al mare, e alcune situazioni potrebbero richiedere che si lasci quello che si sta facendo per correre in hotel, in aeroporto o, in casi estremi, in ospedale.

Per queste ragioni, consiglio senza alcun dubbio il lavoro di assistente turistico ai giovani, sia a quelli più socievoli, che amano il contatto con le persone, sia a quelli timidi, per superare la loro timidezza. Allo stesso tempo, però, credo sia doveroso sottolineare che, se si ha una relazione seria, una famiglia, una casa propria, le priorità cambiano e i ritmi di questa professione possono diventare insostenibili.

Se avete domande o volete approfondire l’argomento, lasciatemi i vostri commenti o mettetevi in contatto tramite la pagina Facebook.