Lavorare da remoto: serve un ufficio?

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Se bazzicate su Instagram e sugli altri social, è quasi inevitabile che siate entrati in contatto con fotografie che ritraggono persone, di solito abbronzatissime, che lavorano in spiaggia, per strada, in bar e in ristoranti.

La realtà del lavoro da remoto (abbronzatura a parte) è proprio questa: bastano un PC, una connessione a Internet e, per alcune professioni, un telefono e il gioco è fatto. L’ufficio fisico viene dopo. Ecco così che si configura l’universo dei nomadi digitali, persone che grazie alle nuove tecnologie possono lavorare da qualsiasi angolo del mondo e in qualsiasi momento, spesso negli orari e nei giorni che preferiscono.

Naturalmente non tutte le persone che lavorano da remoto se ne vanno allegramente in giro per il globo: io, per esempio, lavoro prevalentemente da casa ma mi è capitato anche di farlo da amici o parenti, nella sala d’attesa del medico, in aereo, in treno e in altre situazioni non tradizionali. Ho una postazione di lavoro nella mia abitazione, con la classica scrivania, ma non è raro che mi vediate seduta al tavolo della cucina, accoccolata su una poltrona in terrazza o mezza distesa sul divano vicino a mia figlia che gioca.

La decisione di lavorare in casa da postazioni improvvisate, in luoghi pubblici, nei moderni spazi di coworking, completamente in mobilità o alla classica scrivania è una scelta assolutamente personale, che dipende dalle esigenze e dalle abitudini di ciascun lavoratore.

Se rientrate nell’ultima categoria, cioè quella dei lavoratori da remoto che non rinunciano a un tavolo e a una sedia comodi, e volete alcuni suggerimenti per creare il vostro “home office”, potete leggere un mio vecchio articolo pubblicato su LinkedIn: L’uffico per chi lavora da casa.

 

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Lavoro da casa e forma fisica

 

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Una delle difficoltà principali che ho riscontrato lavorando da casa è quella di riuscire a scindere la vita professionale da quella personale e familiare.

Al contrario di quanto molti pensino, un’attività svolta da casa non è cosa da poco e richiede tempo e impegno per avere successo. Per questo motivo, se non si vuole rischiare di trascurare se stessi o la famiglia, servono autodisciplina, equilibrio e capacità di organizzazione.

Nei primi tempi in cui lavoravo come freelance, l’attività che il più delle volte facevo passare in secondo piano era quella fisica: avrei voluto fare movimento per almeno mezz’ora al giorno ma, per quanto consapevole che 30 minuti non fossero un tempo infinito, in molti casi non riuscivo davvero a trovarli. Così mi sono detta: perché non fare, invece di un’unica sessione di mezz’ora, piccoli allenamenti di circa 10 minuti ciascuno? Ebbene, è stata una svolta ed è per questo che sono qui a consigliarvi di fare lo stesso se non avete ancora trovato la strada giusta per voi.

Chi, come me, lavora per tutto il giorno al computer rischia di avere uno stile di vita troppo sedentario, con effetti negativi sull’aspetto, sulla salute e persino sull’umore. Quindi basta rimandare, il momento giusto per cominciare è ora!

Come organizzo i miei allenamenti

Per il momento ho previsto tre o quattro sessioni al giorno di circa dieci minuti ciascuna:

  1. La mattina appena sveglia svolgo degli esercizi a corpo libero, in particolare squat, crunch, flessioni, affondi, ticep dip, jumping jack.
  2. Dopo pranzo, mi armo di MP3 e mi faccio 10 minuti su e giù dalle scale.
  3. Il pomeriggio, altri dieci minuti di esercizi a corpo libero, ripetendo quelli della mattina o variando.
  4. La sera prima di dormire, se ne ho le forze, eseguo ancora qualche esercizio a corpo libero oppure, se sono troppo stanca, mi limito a un minuto di plank.
  5. In vari momenti della giornata, ad esempio nelle pause che sarebbe opportuno fare almeno per ogni ora di lavoro, faccio un po’ di stretching.

Allenamenti brevi distribuiti in più momenti della giornata sono più gestibili anche se si hanno bambini, che possono essere coinvolti e abituati sin da piccoli a fare esercizio.

In conclusione…

Un allenamento di questo tipo è una buona soluzione per evitare di essere troppo sedentari; in più, accanto all’uso di una sedia adeguata, la giusta attività fisica aiuta noi lavoratori da casa a evitare brutti mal di schiena.

Se vi serve l’ispirazione o una guida per i vostri esercizi, potete scaricare delle app specifiche o leggere alcuni utili post che ho salvato nella mia bacheca Lifestyle – Fitness su Pinterest.

 

 

 

Lavoro e Web: occhio alle truffe

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Da quando ho iniziato a lavorare da casa, sono costantemente alla ricerca di nuovi clienti e di nuove opportunità di lavoro su Internet.

Purtroppo, però, oltre a offerte convenienti e interessanti, se ne trovano altrettante che mirano a truffare e spillare soldi a chi vuole lavorare onestamente. Se un annuncio vi fa sorgere dei dubbi, quindi, vi consiglio di lasciar perdere.

In particolare, diffidate di chi vi chiede soldi per iniziare a lavorare, a meno che non si tratti di attività imprenditoriali (ad esempio, Network Marketing) in cui è necessario un investimento iniziale per acquistare i prodotti che poi dovrete vendere. Ciò non vale invece per traduttori, Web writer o SEO writer: voi offrite un servizio per il quale dovete ricevere un compenso e non versare del denaro.

Da evitare anche chi vi contatta per proporvi un lavoro senza citare il nome e i dati di contatto della propria azienda o agenzia, senza indicare il sito Web aziendale o il proprio indirizzo fisico oppure introducendo numerosi errori di ortografia nel messaggio di posta elettronica: ci sono in giro molte agenzie che potremmo definire “fantasma”, che si appropriano del vostro curriculum e accettano lavori spacciandosi per voi. In genere, questi soggetti vi propongono progetti con compensi da fame, che non sempre vengono versati. Se accettate, può darsi che siate pagati; se non accettate, esiste comunque la possibilità che il lavoro venga svolto da qualcun altro a vostro nome, magari male, mettendo a rischio la vostra reputazione. In caso di mancato pagamento o di alti problemi con queste agenzie, c’è ben poco da fare, dato che, in pratica, non esistono.

Prima di accettare lavori da agenzie poco trasparenti, insistete per ricevere ulteriori dettagli e consultate il Web per trovare pareri di altre persone che abbiano già avuto esperienze con loro. Se non trovate traccia di quell’agenzia o azienda su Internet, è molto probabile che non esista.

Lasciatemi i vostri commenti o contattatemi privatamente per parlare delle vostre esperienze negative sul Web e aiutare gli altri a non cadere nelle stesse trappole.

Lavoro freelance: diventare imprenditori di se stessi

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Se avete deciso di lavorare come freelancer, dovete essere anche pronti a diventare imprenditori di voi stessi. Ora, tutte le scelte spetteranno a voi, dagli orari di lavoro ai metodi di promozione della vostra attività, passando per la gestione dei rapporti con la clientela.

Diventare dei lavoratori freelance significa avere la completa responsabilità delle proprie scelte e assumersi tutti i rischi che questo comporta.

Lavorare da freelancer richiede impegno, passione e perseveranza. Iniziare può essere difficile ma non bisogna perdersi d’animo: prima o poi l’occasione giusta arriverà. Internet è uno strumento fondamentale per farsi conoscere e per proporre la propria collaborazione, ma anche il passaparola è importante, quindi fate in modo che tutti i vostri committenti, anche quelli per cui avete svolto solo piccoli incarichi, siano sempre soddisfatti del vostro operato. Siate gentili, disponibili, professionali e se delle istruzioni non sono chiare chiedete: meglio una domanda in più che un lavoro non all’altezza delle aspettative di un cliente.

Lavorando da soli, a volte si può rischiare di entrare in contatto con le persone sbagliate, ma bisogna essere pronti a rialzarsi e ripartire più forti e convinti di prima. Tuttavia, per evitare le brutte esperienze e le truffe, è sempre meglio documentarsi sui clienti svolgendo ricerche online e tenere gli occhi aperti per cogliere quegli indizi che possono farci sorgere dei dubbi sulla persona con cui abbiamo a che fare.

Una volta trovati dei clienti con cui collaborare, non restate con le mani in mano: continuate a proporvi, a contattare agenzie, a cercare nuove opportunità. La promozione di voi stessi deve diventare parte integrante della vostra attività quotidiana.

Organizzate le vostre giornate imponendovi degli orari di lavoro più o meno fissi: ciò vi consentirà di ritagliare del tempo per la vostra famiglia e per voi stessi, perché se gli affari sono importanti, gli affetti e lo svago lo sono altrettanto, se non di più. Spesso noi freelancer siamo stressati pur lavorando a casa, il più delle volte perché non riusciamo a staccare.

Infine, cercate di gestire i “periodi di magra” con lo stesso entusiasmo con cui affrontate quelli particolarmente indaffarati: ci sono sempre occasioni e nuove possibilità da cogliere e dovete essere pronti a farlo.